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Che cos’è la Vocazione?

1. La vocazione è un’attrazione. Se il carisma e la vita di quelli che oggi ne sono i portatori e rappresentanti non è, per così dire, affascinante, vengono meno le condizioni per suscitare seguaci.L’invito è a proporre esperienze di comunità aperte ed accoglienti, frontiere di missione audaci e nuove, esperienze di vita consacrata espressive del primato di Dio che avevano suscitato l’interesse nei giovani.

2. La vocazione è una chiamata e una grazia; è fuori dalle nostre possibilità ispirarla e farla nascere. L’iniziativa è di Dio. È una costante nelle vocazioni bibliche e lo ripete Gesù: «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi» (Gv 15, 16). È necessario pregare e lavorare, accogliere e ringraziare, anche solo per una vocazione, osservare e scoprire.

3. La vocazione è un cammino strettamente legato alla maturazione nella fede, in un dialogo con Dio che dura tutta la vita.

4. Ognuno sperimenta questa chiamata, perché Dio ha un progetto per ogni persona. È necessario che tutti ne diventino consapevoli. A noi tocca aiutare ciascuno a sviluppare la sua vocazione con un programma appropriato: per la vita laicale, per il sacerdozio, la vita consacrata, la secolarità consacrata.

5. C’è bisogno di un lavoro diretto ed esplicito per le vocazioni di particolare consacrazione o servizio. Spontaneamente non sorgono, nemmeno dagli ambienti religiosi. Per questo le Diocesi e le nostre varie comunità organizzano un servizio di animazione. E si vede che, dove tale servizio funziona, le cose vanno meglio!

6. Ogni comunità ed in essa ogni persona dev’essere profondamente coinvolta secondo le proprie possibilità, nello scoprire ed aiutare le vocazioni. Lo sforzo di un “reclutatore” o incaricato o delegato è assolutamente insufficiente e non offre garanzie riguardo alla quantità e all’autenticità.

6. I giovani sentono la necessità di una esperienza diretta e di contatto con le realtà di contenuto vocazionale. In tal senso gioca un ruolo importante l’ambiente dove il giovane si impegna: vi può trovare modelli, gustare valori e amicizie e soprattutto esercitare responsabilità che sono tipiche delle vocazioni ecclesiali. Le parrocchie, scuole, oratori, gruppi di volontariato debbono costituirsi come comunità dove si sperimentano ministeri a servizio di una missione e vi si aiuta ad un incontro con Gesù.

7. Molte vocazioni, come si è detto, maturano ad un’età più alta e ciò significa un periodo di accompagnamento più lungo. Si deve infatti cominciare con una catechesi a sfondo vocazionale già nella fanciullezza e nella adolescenza. Ma non bisogna abbandonare il lavoro quando i giovani sono entrati nell’università o in ambienti equivalenti.

8. Il riferimento a un ambito comunitario è indispensabile. Nessuno ha vocazione alla solitudine e all’isolamento. Perciò anche alle chiese locali viene raccomandato di organizzare la comunità come una articolazione ricca di ministeri o servizi per la missione.

9. In molti casi è necessario l’invito esplicito. L’ambiente sociale non suggerisce una vocazione religiosa.

10. L’accompagnamento o direzione spirituale diventa necessario. Lo affermava già il congresso vocazionale del 1982, riportando un’affermazione di Paolo VI: «Non c’è vocazione che maturi senza un direttore spirituale che l’accompagni».

Estratto da Juan E. Vecchi, Ecco il tempo favorevole, 8 settembre 2000

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Causale: Pro Vocazioni Salesiane