Meeting2022

Meeting 2022

Il meeting adolescenti raccontato da una delle protagoniste. Ne emerge una giornata di festa densa di esperienze formative che lasciano il segno

di Miriam Spadaro

I giorni 28 e 29 Maggio hanno visto per la prima volta, dopo la lunga pausa di due anni a causa dell’emergenza coronavirus, moltissimi giovani provenienti da tutta Sicilia riunirsi all’Istituto Salesiano Gesú Adolescente di Palermo per preparare e vivere insieme ai ragazzi il Meeting Adolescenti 2022.


Due giorni dedicati al servizio e al dono di sé al prossimo al fine di poter riscoprire insieme la bellezza e la gioia di appartenere al Movimento Giovanile Salesiano, fucina di vocazioni e fonte da cui nascono relazioni profonde e sincere, poiché modellate sul perfetto e inesauribile amore che Dio nutre per noi.


“Animatori at work”:é stato questo lo slogan del sabato pomeriggio. Tutti, secondo il proprio talento e il proprio ruolo, hanno provveduto alla realizzazione della festa MGS che si sarebbe tenuta l’indomani. Potremmo definirlo, oltre che un giorno di preparazione, anche di “prova”: prova dei canti per la celebrazione eucaristica; dei balli per l’animazione e l’accoglienza; delle dinamiche di gruppo e della produzione del materiale necessario per l’esecuzione delle stesse, al fine di proporle nel migliore dei modi ai ragazzi e renderle strumenti creativi, semplici ed efficaci per la comprensione e la metabolizzazione del messaggio formativo e spirituale.

É stato anche un mettersi alla prova nel gioco di squadra dopo tanto tempo. Il covid e l’isolamento infatti ci hanno costretto momentaneamente a giocare da soli ed era quindi necessario riabituarsi alle relazioni e alla collaborazione in un contesto regionale prima ancora di invitare i ragazzi a farlo e a sentirsi parte di quella grande famiglia che é la Sicilia Salesiana.

Infine é stato anche mettere alla prova il proprio cuore, affidandolo totalmente a Gesú Eucarestia nel momento di adorazione serale. Su quell’altare sono state riposte le intenzioni, le gioie, i dolori, le fatiche e i ringraziamenti di un’intera giornata, imbevuta di risate, preghiera e molto lavoro. É stato poi bello chiudere la giornata con la buonanotte di alcuni aspiranti e nuovi salesiani cooperatori. Rosalia e Chiara, provenienti dall’oratorio “Don Bosco
Ranchibile” di Palermo, ci hanno permesso di conoscere meglio questa vocazione, la quale é la naturale destinazione a cui approda il cammino di crescita spirituale dell’animatore salesiano. Vedere nello sguardo di queste due ragazze la consapevolezza e la felicitá, espressa anche con una certa commozione, quella di chi non riesce a trovare le parole per esprimere la pienezza di sentirsi cosí profondamente amate e quindi chiamate da Dio, ha reso la loro testimonianza estremamente umile e sincera, e proprio per questo autentica.

É diventata quindi occasione per interrogarsi sulla propria vocazione, sul sogno di felicitá che Dio ha su di noi, sulla nostra chiamata ad adoperarci e offrirci a Dio e agli altri promettendo di incarnare e vivere ogni giorno della propria vita il carisma salesiano in famiglia, a lavoro e nei propri ambienti educativo-pastorali. Rosalia e Chiara sono l’esempio di come il “per sempre” a Dio e a Don Bosco ti cambia la vita, rendendola migliore, unica ed eterna.


Ed ecco che é giá mattina:il sole arriva in fretta come se anche lui non vedesse l’ora di posare i suoi raggi sui ridenti volti dei ragazzi, i quali non si sono lasciati intimorire dalla sveglia o dal lungo viaggio, ma sono arrivati entusiasti e curiosi di scoprire quali sorprese gli animatori avessero in serbo per loro e con quali parole, immagini, sensazioni e persone Dio avrebbe bussato alla porta della loro anima.


Cosí,dopo il momento iniziale di conoscenza, accoglienza e animazione sulle note della canzone “Come voleva Don Bosco”,colonna sonora dell’intero Meeting, Don Rocco ha intrapreso insieme ai ragazzi un grande viaggio attraverso il brano del Vangelo che narra dell’incontro tra Gesú e la Samaritana. Un viaggio alla scoperta delle relazioni e del bisogno umano di intrecciarle, del desiderio di renderle salde e pure,come l’acqua che la Samaritana ha il coraggio di chiedere a Gesú per non avere piú sete, acqua che, se accolta dall’uomo, lo rende anch’esso sorgente e pozzo di
amore.

É questa la conseguenza inevitabile di accogliere lo sguardo di Dio nella propria vita:non puoi fare a meno di chiederne di piú, di ricambiarlo, di provare ad amare come Lui. La sete di amore, quella scheggia d’infinito che Dio ripone in noi fin dalla nascita, spesso proviamo a colmarla dissetandoci presso pozzi vuoti e ingannevoli, ma non é in loro che risiede l’origine della nostra acqua, del nostro essere, della nostra felicitá. Siamo Sue creature e solo a Lui vogliamo tornare, anzi ne abbiamo bisogno.E chi meglio di Gesú, affaticato dal viaggio, che siede nell’ora piú calda in attesa di incontrarci, puó capire i nostri bisogni, i nostri desideri e i nostri sogni. Anche quelli che non abbiamo il coraggio di esprimere a parole. Anche quelli che non sapevamo di avere.Ci attende con pazienza per avere un sorso d’acqua, Lui che potrebbe dissetarci con l’acqua eterna:é il nostro sguardo che cerca, la nostra attenzione, il nostro amore. E lo fa in silenzio, disposto ad attenderci anche tutta la vita.


Solo dissetandoci alla Fonte della Vita possiamo instaurare buone e sante relazioni, riequilibrandole nell’ottica dell’altruismo e della veritá ed eliminando quell’egoismo che rende opaco ed effimero ogni rapporto umano con il prossimo e anche con sé stessi.Serve fare esperienza dell’amore di Dio e della sua misericordia per allenare i nostri occhi a guardare a loro volta il creato, il prossimo e anche il proprio cuore, con i suoi limiti e fragilitá, come un miracolo. É il miracolo dell’amore diDio che non ci chiede di essere perfetti per essere amabili, ma ci ama proprio
nell’imperfezione, nelle nostre ferite, nei nostri peccati, nella nostra umanitá che solo con Lui diventa trampolino di santitá.


E dopo il momento di condivisione in gruppo,si passa alla pratica. I ragazzi sono liberidi conoscersi, stare insieme, giocare e divertirsi grazie al momento di fraternitá del pranzo e ai successivi giochi e tornei organizzati dagli animatori. Il cortile, i campi da calcio e pallavolo e il palco si riempiono di musica e allegria, ingredienti indispensabili per ritrovare quell’agognata normalitá che tanto ci era mancata durante il lockdown, quella normalitá che profuma di una santitá tutta salesiana.


La celebrazione eucaristica ha poi permesso di terminare la giornata nel migliore dei modi:con un grazie. L’Ispettore Don Giovanni D’Andrea ha reso questo momento speciale, invitandoci ancora una volta a dissetarci alla fonte della vera vita, spezzando la Parola e il Pane per e insieme a noi, e a metterci in ricerca e ascolto di Dio, che
bussa alla porta del nostro cuore e attende, come al pozzo, solo di entrare nella nostra vita, stravolgendola completamente come solo il Suo amore sa fare.

Il vero Meeting,il vero incontro,con Lui e con gli altri inizia adesso.Adesso che siamo consapevoli di non essere piú soli. Adesso che siamo consapevoli che c’é qualcosa di piú grande e piú profondo di un misero pozzo che contiene semplice acqua. Adesso che siamo consapevoli che siamo amati e chiamati a costruire legami. Adesso che
siamo consapevoli di essere Figli di Dio.

A questo link trovi le foto dell’evento