Ascolto, preghiera e fraternità

di Migliore Paola

Nei giorni 19 – 20 marzo 2022, i giovani delle case Salesiane del centro Sicilia, si sono riuniti presso l’Oasi di Spiritualità Salesiana di Montagna Gebbia, a Piazza Armerina, per partecipare agli Esercizi Spirituali: esperienza formativa, occasione di crescita interiore e ultima tappa del percorso del Gr. Ado, esperienza in cui, le parole chiave sono  state ascolto, preghiera e fraternità.

A preparare e guidare l’esperienza è stata un’equipe dalle grandi risorse formata da Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice e Giovani Educatori. Ci hanno aiutato a vivere questi momenti nella giusta atmosfera, si sono presi cura di noi con disponibilità e cortesia, senza invadenza ma con delicatezza.

Non è mai troppo tardi per fare esperienza dell’amore di Dio, del suo “essere padre” e nello stesso tempo “amico”: Lui ci sarà sempre per te, ti ha creato e desidera solo che tu sia felice.  Da questi Esercizi, mi porto l’esperienza di Nicodemo, capo dei Giudei, che andò da Gesù di notte, quando tutti dormivano in modo che nessuno potesse vederlo. L’amore che il Signore ti offre non puoi trattenerlo, devi manifestarlo, farlo conoscere a chi incontri quotidianamente, non solo nel segreto della notte;  risuona ancora nella mia mente la frase evangelica “Dio infatti non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui”. Molto spazio, oltre la lectio, è stato dedicato alla riflessione personale in modo da darci la possibilità di entrare in intimità con Gesù, per riflettere su alcuni spunti che ci sono stati forniti e per una ripercussione sulla nostra quotidianità.

La riflessione personale è stata un momento individuale che ci ha preparato, successivamente, alla condivisione in gruppo delle emozioni, sensazioni, pensieri che il brano evangelico ha suscitato in noi.  Questo, lo reputo un momento importante perché permette non solo di avere un confronto con l’amico dell’anima, ma anche di conoscere nuove persone che vivono la tua stessa dimensione di servizio in oratorio. Grazie a questi incontri ed espereinza, infatti, nascono molte amicizie che contribuiscono ad impreziosire rendere speciale la nostra  quotidianità: è stata effettivamente un’esperienza di famiglia, vissuta in comunione con l’altro. Lo si è avvertito in molti segni: dalla calorosa accoglienza alla gioia nella Celebrazione Eucaristica.

È stato bello vivere la stessa fraternità, con lo stesso entusiasmo, anche nell’Adorazione: lì dove Gesù è presente e vivo, è con te e per te e dove riscopri la bellezza dell’essere stato voluto, creato, amato “per mezzo di Lui”. Anche questo, lo custodisco come il momento più significativo e speciale degli Esercizi perché, se vissuto bene, ti permette di STARE cuore a cuore con Lui. In quella stessa esperienza puoi sentirti come il Cireneo, pronto a portare insieme a Gesù quella croce che spesso ci opprime. Lì, ai piedi dell’altare, davanti il Santissimo, abbiamo deposto la nostra pietra, il nostro peso, quello che a volte ci schiaccia e ci opprime così tanto da crederlo oramai invincibile, quasi fosse parte di noi. Ma Lui ti dice “Non aver paura, io sono qui per te, dammi il tuo peso ed io ti darò un cuore nuovo” … e così, rispettando dei turni di Adorazione e vivendo il sacramento della riconciliazione, abbiamo trascorso l’intera notte con Gesù!

Ritengo che il nome “esercizi spirituali” dia l’idea di ciò che davvero abbiamo vissuto e sperimentato: un vero e proprio allenamento, che ha avuto inizio con la lettura di alcuni passi del Vangelo che ci hanno portato alla scoperta della figura di Maria di Màgdala, discepola prediletta di Gesù, colei che STA con Gesù, che SEGUE il suo sguardo, quello stesso sguardo che l’ha amata, perdonata, salvata da coloro che volevano lapidarla. È la prima donna che vedrà Gesù risorto, sentendosi chiamata e che, non Lo trattiene. Proprio il verbo “trattenere” ha insito in sé l’idea del vincolo … ma Gesù non vincola, non “ingabbia”, non trattiene nessuno, poiché la sua Onnipotenza si ferma davanti la nostra libertà. Qui è racchiuso il mistero e la bellezza dell’Amore di Dio che è sempre libero e liberante! Impariamo anche noi da questo rapporto autentico, come il loro!

Le ultime tre tappe, prima della Celebrazione Eucaristica, sono state incentrate sulla comprensione degli “attrezzi” giusti da avere con sé nella preghiera: cammino, ascolto e dialogo. Abbiamo recitato qualche decina del Rosario, aiutati inizialmente da una guida e poi abbiamo continuato in autonomia. Nella seconda tappa ci siamo serviti di un paio di auricolari per ascoltare un canto di invocazione allo Spirito che ci ha introdotto ad una piccola lectio sulla fede REALE, ovvero una conoscenza vera di Dio, non immaginaria. Per concludere, durante la terza tappa, abbiamo scritto sul nostro taccuino, datoci all’inizio di questo cammino formativo, dieci motivi per dire grazie a Gesù. Alla fine della Celebrazione Eucaristica, che ha coronato questo percorso iniziato a novembre e ricco di spiritualità e fraternità, ci sono stati donati dei semi da piantare in un vaso, di cui noi dobbiamo prenderci cura … così come la Fede che ha bisogno di essere coltivata. E da buon incontro che si rispetti, abbiamo terminato con la “foto di rito” attorno all’altare.  

Si è concluso così il nostro intenso e ricco percorso di spiritualità, parola di Dio, fraternità, amicizia e gioco. Un Grazie speciale, all’equipe che ci ha accompagnato e sostenuto: don Alberto Anzalone, suor Rosanna Zammataro, suor Maria Grazia Tripi, suor Antonella Allegra, suor Silvana Mamone, don Rocco Tasca, don Giuseppe Priolo, don Alfio Pappalardo, Miriam Spadaro e Martina Bontà. Grazie Gesù che, per intercessione di don Bosco, ci hai AMATI e CHIAMATI … e fatto sperimentare, ancora una volta, il Tuo Amore.