MGS Sicilia

Giovani in Cammino

di Martina Bontà e Miriam Spadaro

Nei giorni 12 e 13 marzo un gruppo di giovani, Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice si riuniscono ad Alcamo per vivere intensamente la propria vocazione, per maturare nella fede e preparare il cuore alla Pasqua del Signore. Un weekend all’insegna del servizio, in cammino per crescere insieme spiritualmente e umanamente.

Dopo aver ricevuto la benedizione, ci si mette subito in viaggio, alla scoperta del quartiere di Maria Ausiliatrice e del mondo racchiuso nei cuori dei bambini e ragazzi che lí vi abitano. Un pallone, una corda, tanta musica e allegria:basta poco per far felici gli altri.

É stato semplice, nonostante le iniziali reticenze, entrare in confidenza con i ragazzi e creare quel clima di gioia che ha contraddistinto l’intero pomeriggio.Per quanto fosse grigio e spoglio il contesto, si avvertiva nell’aria un’allegria naturale, bella, divina, tipica di tutti i bambini. Fin troppo facile amarli, stupirsi, giocare con loro, ascoltarli nei loro racconti buffi e divertenti e nei loro silenzi, ricchi di parole non dette, di un’insolita malinconia che non si addiceva ai loro volti. Forse proprio per questa stranezza, spariva quasi subito, grazie a un tiro alla fune e ad altri giochi, un po’ privi di regole, ma proprio per questo motivo coinvolgenti.

La merenda e la preghiera erano poi due momenti capaci di calmare tutti, anche i più vivaci:il cibo dell’anima, come quello del corpo, ci rende sazi, soddisfatti, felici e pronti per continuare le nostre attivitá. Per continuare a vivere. É stato emozionante vedere poi con quale slancio questi ragazzi si sono aggrappati alla statua di Maria Ausiliatrice, posta al centro del quartiere, per fare la foto di gruppo. Con la stessa gioia con la quale un figlio abbraccia la madre, cosí Maria é stata abbracciata da quei ragazzi, inconsapevolmente felici di aver trovato degli angeli custodi, simbolo della Sua presenza e del Suo amore sconfinato, qui sulla Terra.

Infine, il momento dei saluti é stato difficile ma non malinconico:la costante presenza dell’oratorio di Alcamo, che ha a cuore questi giovani e le loro famiglie, aiutandoli in ogni loro bisogno (socio-economico e affettivo),permette non solo che i ragazzi siano amati, ma soprattutto che sappiano di essere amati, proprio come diceva il buon Don Bosco.

Ritornati in oratorio, il momento di condivisione ha reso partecipe ognuno delle emozioni dell’altro, arricchendo il tesoro del cuore degli animatori. É il meraviglioso paradosso del servizio:c’é molta più gioia nel dare che nel ricevere e proprio quando credevi di essere stato tu a dedicarti agli altri, ti riscopri ricco di doni ricevuti. Gli abbracci, gli sguardi, le risate dei ragazzi del quartiere Maria Ausiliatrice di Alcamo sono qualcosa di insostituibile e prezioso per chiunque abbia avuto l’onore di incontrarli.

Ed ecco che,dopo una fraternitá ricca di risate e l’adorazione eucaristica serale,arriva la Domenica,giorno del Signore,durante la quale i giovani si sono suddivisi nei due gruppi,Scuola di Mondialitá e Giovani di Parola.

I ragazzi della Scuola di Mondialitá hanno analizzato il quinto capitolo dell’enciclica di Papa Francesco,”Fratelli tutti”,che trattava il tema della “miglior politica”.Illuminante la visione del video sulla figura di Don Luigi Sturzo,uomo straordinario che ha saputo coniugare due mondi apparentemente inconciliabili,politica e religione,nel suo appello ai “Liberi e forti”,carta istitutiva del Partito Popolare Italiano.E anche noi,come lui,ci sentivamo chiamati a cooperare al benessere del popolo italiano,secondo gli ideali di giustizia e libertá.

Ed é con questo spirito che ci si deve approcciare e si deve operare in politica,la quale rappresenta la “piú alta forma di caritá”,poiché permette,attraverso la creazione di istituzioni sane,giuste e solidali,di migliorare le condizioni sociali ed economiche dei piú poveri,deboli ed esclusi della popolazione.Se l’azione politica portasse anche solo una persona a vivere meglio,non sará stata vana.Il circolo di amore e servizio non si esaurisce e i frutti di una buona semina potranno essere raccolti dalle generazioni successive.Basta solo avere fiducia.

Ma come qual é il mio posto in questo circolo di amore e servizio?Come possono dei giovani aiutare concretamente?Sono queste le domande che hanno animato la Scuola di Mondialitá,spingendo i ragazzi alla riflessione e a un confronto fra le varie realtá locali,al fine di poter avere un quadro completo delle necessitá dei vari territori della Sicilia per poi mirare a ideare una soluzione comune ma applicabile,con i giusti accorgimenti,alle singole cittá.

Ma per ideare progetti risolutivi a lungo termine,vi é l’esigenza di un’informazione accurata,di uno studio approfondito e interno ai vari territori:un proposito che i giovani si sono assunti per i prossimi incontri.Ma soprattutto,se ció a cui si punta é una soluzione duratura non bastano singoli ed effimeri programmi di educazione scolastica,di recupero delle categorie piú deboli e a rischio della popolazione,di aiuti economici alle famiglie:urge un progetto comune,unitario nelle azioni e nelle finalitá per poter aiutare le persone in tutti i loro bisogni,anche quelli apparentemente insignificanti,e creare un benessere completo e solidale,che non guarda al mero progresso ma allo sviluppo e all’equitá.

I ragazzi del percorso formativo “Giovani di Parola” hanno invece analizzato due passi fondamentali del Vangelo di Marco,che svelano l’intima chiamata che Gesú ci rivolge ogni giorno,il suo invito a seguirLo,ad essere suoi apostoli,a stare con Lui,che ci ama cosí immensamente e profondamente da lasciarci liberi di decidere,trasfigurarci e risorgere con Lui e in Lui.E chi con coraggio,e coraggio ce ne vuole,aderisce al progetto di felicitá che Dio costruisce per noi,riceve un nome,il suo Vero nome,pensato dall’alba dei tempi,poiché Dio ha a cuore il nostro bene prima ancora che ce ne possiamo rendere conto,prima ancora di essere nati.

Tuttavia,il nostro sí non puó unicamente limitarsi ai pochi giorni in cui Cristo ci invita a pregare e meditare sul monte.La vera sfida é applicare l’amore lí ricevuto nella quotidianitá,dicendo il nostro sí ogni giorno,anche se stanchi,preoccupati o impegnati,prodigandoci per costruire e risanare la Chiesa,il corpo di Cristo,l’unitá e la pace fra i singoli esseri umani e la collettivitá,poiché solo cosí il dono della vita non sará sprecato.Solo cosí costruiremo l’amore.Solo cosí il monte su cui siamo saliti non sembrerá mai lontano.

Con la celebrazione eucaristica, l’incontro é volto al termine:due giorni impregnati di spiritualità salesiana, espressa e vissuta nella duplice e inscindibile natura del servizio e della formazione del cuore e della mente. Due giorni che non si annoverano fra le numerose e intense esperienze che, dopo un’iniziale scintilla, si spengono, perdendo d’intensità e rilevanza, perché sopraffatte dalle incombenze quotidiane, ma che alimentano la fede, indirizzandola in un cammino di riscoperta dell’amicizia con Gesù, per mezzo delle relazioni con gli altri e del nutrimento della propria vocazione.Esiste forse un modo migliore per prepararsi alla Resurrezione?