FORUM SOCIALE: UNA MISSIONARIA, “DA TUNISI RINASCE LA SPERANZA”

Articolo tratto dal sito www.volint.it

Popoli e confronto costruttivo tra le varie religioni. Sono solo alcuni dei temi che accendono il dibattito nei workshop in corso all’università di El Manar a Tunisi, sede dell’edizione del Forum sociale mondiale.

Logo-FSM-TUNIS-2013“Ho appena finito di parlare con un’attivista, marocchina, con cui abbiamo discusso di Islam, pace ed emancipazione delle donne” dice alla MISNA suor Fernanda Cristinelli, missionaria comboniana in questi giorni a Tunisi per il Forum. “Mi ha detto: ‘Porto il velo, è una mia libera scelta. Spero che chi mi parla vada oltre, e arrivi a sentire le mie idee, il mio cuore’. Il Forum è anche questo, ascoltare realtà diverse, lasciando a casa i pregiudizi. Chi viene qui lo far per confrontarsi, aprirsi agli altri, per questo ci sono così tanti giovani”.

Nonostante l’attentato al museo del Bardo che ha causato 23 morti e proiettato sul paese l’ombra del terrorismo, i partecipanti al Forum non hanno rinunciato all’incontro. Oltre 70.000 persone provenienti da tutto il mondo saranno impegnate in seminari, convegni, eventi culturali fino al 28 marzo. L’obiettivo per l’incontro dei principali attori sociali e democratici sarà quello di consolidare e allargare le alleanze internazionali, a preparare l’agenda dei prossimi anni e le future campagne e mobilitazioni.

Rispetto al Forum di due anni fa, organizzato sempre qui in Tunisia – racconta ancora la missionaria – trovo più consapevolezza e attenzione a certe dinamiche interne e internazionali. I partecipanti, tra cui moltissimi giovani, sono coscienti del fatto che il percorso avviato con la cosiddetta Primavera araba è lontano dall’essersi concluso. Tra gli slogan che sentiamo ripetere, ricorrono le parole Pace, libertà e democrazia, conquiste importanti che vanno difese da chi, nel mondo arabo e non solo, vuole riportare indietro le lancette dell’orologio”.

In occasione del Forum un comitato rappresentativo delle oltre 4300 organizzazioni non governative, appartenenti a 120 paesi presenti stenderà una Carta internazionale per lotta al terrorismo, firmata da parte dei movimenti per un’altra globalizzazione.

“Ma sarebbe sbagliato pensare che Tunisi è rimasta paralizzata dalla paura e dagli attentati della scorsa settimana” osserva ancora l’interlocutrice di MISNA, “La città ferita ha saputo reagire e accogliere con gioia questa comunità colorata, piena di speranza per un futuro migliore”.

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