Con un po’ di sale in zucca!…

di Giuseppe Cassaro.

L’entusiasmo dei bambini e dei ragazzi si riaccende ogni anno alla fine di ottobre, animando la preparazione di una festa che si è diffusa relativamente di recente, e che rappresenta un 01autentico fenomeno del costume contemporaneo. In tutta Italia praticamente ogni scuola organizza manifestazioni a tema, molti amministratori locali colgono l’occasione per rilanciare il turismo del proprio paese con iniziative varie a coloritura magico-horror, un numero sempre crescente di locali propone serate con degustazioni, musica e divertimenti intonati al momento.

Ciò nonostante l’accoglienza della festa di Halloween è tutt’altro che pacifica, e vede schierati da una parte i sostenitori, che la considerano un’occasione di semplice divertimento per grand i e piccini, e un modo per sdrammatizzare temi scomodi come la morte e la paura dell’occulto, e dall’altra gli avversari, che giudicano la festa di Halloween pericolosa per le sue derive occultistiche e dissacranti nei confronti dei valori cristiani legati alla morte e al mondo dell’aldilà.

Sorvolo sulle note storiche che ricostruiscono l’origine della festa di Halloween, rimandando per maggiori informazioni a quanto la Comunità Papa Giovanni XXIII (http://www.apg23.org/ambiti-dintervento/anti-sette-occulte/halloween)di Don Oreste Benzi pubblica opportunamente sul proprio sito. In queste poche righe desidererei esprimere qualche considerazione sui rischi e le alternative della festa, rimanendo, se ci riesco, a debita distanza sia dall’ingenuità dei superficiali, che dagli allarmismi dei fondamentalisti, e offrendo una valutazione seria e obiettiva del fenomeno e delle sue implicazioni educative e pastorali.

 

I rischi

Vorrei partire proprio dalle opinioni degne di attenzione di coloro, per motivi pastorali, hanno in diversi modi a che fare con il mondo dell’occulto. Padre Amorth(http://lavocedelsanto.altervista.org/lesorcista-p-amorth-halloween-e-un-osanna-al-diavolo), ad esempio, noto esorcista che svolge il suo ministero nella Diocesi di Roma da quasi trent’anni, è apertamente schierato contro la festa di Halloween, da lui considerata come una pericolosa via di avvicinamento al satanismo e all’occultismo.

04In effetti in alcune feste e manifestazioni che si svolgono durante la notte di Halloween vengono realmente posti dei segni legati al mondo del satanismo: altarini dedicati al diavolo, inni e filastrocche di evocazione degli spiriti maligni e delle anime dei morti, e cose del genere. Purtroppo non basta giustificarsi col dire che con questi segni non si intende entrare davvero in contatto con il diavolo, perché la sua azione è pericolosa anche nei confronti di coloro che lo invocano inconsapevolmente, esponendosi senza le difese della fede cristiana ad ogni influenza nefasta. Inoltre la notte del 31 ottobre è una delle date fondamentali dell’anno per la realizzazione di riti satanici e malefíci da parte di persone realmente legate al diavolo da patti di consacrazione, come ben sanno tutti i cosiddetti “operatori dell’occulto”, e spesso quei malefíci sono diretti proprio agli incauti, per catturarli nella loro rete.

In questi aspetti della festa di Halloween si nasconde il rischio di entrare nel campo dell’azione straordinaria del diavolo, che può comportare l’insorgere di fastidi o addirittura malattie di origine demoniaca o vessazioni in coloro che vengono imprudentemente a contatto con quei riti e con i loro prodotti. Bisogna ammettere che questo rischio è molto basso, in quanto i casi di questo genere sono abbastanza rari, e tuttavia il pericolo è reale, e deve richiamare tutti, ragazzi, giovani e adulti, ad una vigilanza attenta sulle scelte che si fanno in nome del divertimento: chi a cuor leggero si sottoporrebbe ad una roulette russa, con la scusa che è improbabile che gli capiti il colpo in canna che lo ucciderà?…

Ma il rischio molto più serio, in quanto più diffuso e più sottile, è quello di lasciarsi trascinare da una mentalità che ha ben poco di cristiano, e che sta alla base delle manifestazioni di 02Halloween. Nelle favole di un tempo, che hanno aiutato a crescere tante generazioni dei nostri antenati, e forse anche qualche adulto di oggi (come me, che le ricordo sempre con tanto piacere…), era abbondantemente presente il mondo degli spiriti maligni, delle streghe e della magia. Tuttavia il senso stesso dei racconti era tale da rendere inequivocabile il confine tra il bene e il male, e di conseguenza tra le scelte che possiamo fare sul primo o sul secondo versante. Inoltre nulla in quelle narrazioni tendeva a spingere il lettore ad entrare nel mondo della magia come strumento di dominio sugli altri e sulla storia, cosa che contraddice apertamente alla logica del vangelo di Gesù Cristo.

Qualcuno potrà obiettare: «Ma Halloween è solo un’occasione per sdrammatizzare il mondo dell’occulto e l’immaginario legato alla morte e ai defunti: anzi, nelle vesti di diavoli, spiriti e streghe si impara che queste cose non esistono, e sono tutte favolette di cui non bisogna aver paura». L’obiezione è interessante, ma mi chiedo: è davvero utile una tale sdrammatizzazione? Non è forse meglio conoscere il mondo dell’occulto (quello vero, non quello delle favole!), visto che purtroppo esiste ed è popolato di tante persone che operano ai danni degli altri a proprio vantaggio? Una tale conoscenza, serena e obiettiva, serve per non rischiare di vedere pericoli dove non ce ne sono, o all’opposto per non dover scivolare in 03pericoli insidiosi per difetto di vigilanza sui reali rischi.

Si tratta di un salto di qualità: non basta, a mio parere, dire “aiutiamo in nostri ragazzi a non aver paura del mondo dell’occulto imparando a riderne”, come se quel mondo fosse solo frutto di una mentalità magica infantile o di ignoranza prescientifica. Questa ingenuità ci induce a chiudere gli occhi su una realtà di fatto, ossia il mondo dell’occultismo legato a forze diaboliche, delle quali, è vero, non bisogna aver paura, ma non per motivi superficiali, bensì per il semplice fatto che Cristo ha vinto il nemico, e noi siamo portatori della sua vittoria e delle sue armi.

 

Le alternative

Alcuni affermano che Halloween rischia di offuscare la festa di Tutti i Santi, ed hanno ragione nella misura in cui è realistico ritenere che dei gruppi di matrice occultistica perseguono questo obiettivo per rinforzare una mentalità che avvicini la gente, e in particolare i giovani, al loro mondo. Per questo in diversi ambienti ecclesiali sono sorte lodevoli proposte, come le feste della luce o la festa di Holywin.

Mi chiedo tuttavia se per i ragazzi l’alternativa si ponga davvero fra Halloween e Tutti i Santi: in altri termini, se non andassero alle feste organizzate per la notte degli spettri, andrebbero poi in chiesa? Non mi sembra che ci sia una consequenzialità tra le due cose. La fede dei cristiani è oggi in crisi per ben altri motivi che stanno a monte di Halloween, di cui quest’ultima è puramente una manifestazione, e le scelte dei giovani sono condizionate proprio da questo clima generale.

Se di alternativa si deve parlare non credo che essa possa essere un raduno in cui si canta e si prega: questo va assolutamente fatto, ma a tempo e luogo, e deve rientrare in un progetto organico di accompagnamento alla maturazione del senso di fede delle giovani generazioni. Invece, se i ragazzi e i giovani chiedono uno spazio per divertirsi e stare insieme, educativamente credo che sia saggio offrire loro delle occasioni di sano divertimento secondo i loro gusti e all’interno del medesimo progetto formativo.

A questo punto penso che si renda necessaria una precisazione sulle feste di Halloween organizzate negli Oratori e Centri Giovanili, che da diverse parti non sono condivise. A me questo sembra un giudizio esagerato, perché tali feste sono effettivamente organizzate allo scopo di evitare situazioni pericolose e solo per valorizzare l’aspetto ludico e socializzante dell’evento. Tuttavia, personalmente eviterei di organizzarle, in particolare in un ambiente educativo cristiano come l’Oratorio, per l’equivoco a cui sarebbe soggetta questa scelta, presentandosi quasi come un’approvazione ufficiale da parte della Chiesa, che legittimerebbe di conseguenza qualsiasi altra manifestazione simile, anche quelle organizzate per perseguire tutt’altri fini: non mi sembra infatti realistico immaginare di poter chiarire in modo inequivocabile la differenza tra queste e le altre feste, rischiando di alimentare la confusione.

Una prospettiva di civiltà…

Vorrei terminare con una considerazione più generale. La campagna contro la festa di Halloween è certamente animata dal desiderio di difendere la fede cristiana dai pericoli di contaminazione da parte di una mentalità che nulla ha a che fare col vangelo. Per lo stesso motivo, però, penso che bisognerebbe prendere coscienza che la battaglia è più vasta, e arriva ad interessare la nostra intera cultura, la quale rischia di diventare sempre meno umana e sempre più segnata da leggi primitive di violenza e sopraffazione. Chi ogni anno ad ottobre si accanisce contro Halloween, dove si nasconde negli altri undici mesi, quando quotidianamente assistiamo al dilagare della violenza gratuita nel cinema, alla banalizzazione della sessualità nei mezzi di comunicazione sociale, alla diffusione di modelli di comportamento aggressivi e inumani nei talk show, nelle soap opera, nei telefilm, e perfino nei cartoni animati?…

Nel nostro futuro esiste un mondo più bello e più vivibile da costruire, che dipende interamente dalle nostre scelte.

Nota

Per motivi di spazio ho dovuto dare per scontati alcuni aspetti del discorso, mentre ad altri argomenti complessi ho solo fatto un cenno veloce. Se qualcuno desidera dei chiarimenti sono a disposizione, e potrete contattarmi all’e-mail: cassaro@itst.it.

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