VIS in Madagascar: i primi due mesi di Manuela

20 febbraio 2014 – Dopo una partenza turbolenta, anzi, rinviata, a causa dei capricci della signora Etna, regina della mia terra di provenienza, il 26 dicembre 2013 sono partita per il lungo viaggio che mi avrebbe portato in Madagascar.

Quel giorno lo ricordo bene, ricordo la sensazione di entusiasmo e anche la “paura” sana del nuovo.
Arrivata in Madagascar avevo l’impressione di vivere uno di quei viaggi che spesso vediamo alla tv, nei vari documentari africani.. ma stavolta c’ero io che percorrevo quelle strade. Subito mi sono sentita accolta, coccolata dal paesaggio stupendo che offriva questo territorio. La mia destinazione? Ambanja, villaggio al nord del Madagascar.

Cosa faccio qui? Diciamo che la mia presenza è speciale. Sono la terza volontaria del VIS in Madagascar – con Stefano e Paola che già conoscete, e come professionista della salute, in particolare, materno infantile, mi occupo di questo settore anche qui, prestando servizio presso la clinica St. Damien di Ambanja.

Un’ostetrica qui ha di sicuro il lavoro assicurato! Presso la clinica sto imparando ad entrare in contatto con il loro modo di vivere e soprattutto di nascere, profondamente diverso dal nostro. Vita e morte fanno parte dello stesso percorso e ciò che per noi è inaccettabile per loro è Naturale. In clinica il lavoro degli operatori è ben fatto, con le poche risorse a loro disposizione fanno il possibile, ed io adattandomi a queste provo ad essere modello, cercando quando e dove è possibile di migliorare, con tecniche e conoscenze nuove per loro, la qualità del servizio.

Sono molto fortunata, sapete? Ho la possibilità di apprendere molto, di conoscere molto, di ricevere molto. Spero di essere altrettanto brava a ricambiare nel mio piccolo il dono grande che sto ricevendo.

Pian piano anche la comunicazione migliora… il mio Franco-Malgascio-Italiano risulta ormai comprensibile ai più ma va di certo migliorato, in attesa del prossimo step, cioè la tournée nella brousse e l’incontro con le levatrici dei villaggi vicini.

Potrei scrivere ancora molto, ma vi lascio con la riflessione che in questi giorni mi ha accompagnata: quando qualcuno mi chiede come sto, cosa faccio di speciale, come vivo questa esperienza, mi rendo conto che per me il termine “missione” ha assunto e assume sempre di più i connotati della normalità; una normalità molto diversa dalla nostra, ma che rende giustizia alle vere priorità e non si lascia trascinare dagli eventi.. qui ogni giorno si fa una scelta, quella di vivere in pieno.

Alla prossima news!

Manuela

Volontaria internazionale in Madagascar

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FONTE: volint.it

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