VIII giorno LA CASTITA’

VIII giorno > 8° diamante: LA CASTITA’

“La castità è la virtù più accetta al cuore di Maria Vergine. Se c’è questa vi è tutto. Se manca questa, non c’è nulla” (d.B, MB XI,241)

Meditazione

La sessualità è una forza diffusa e operante in tutto il nostro essere, impregna tutte le nostre facoltà e attività; è una condizione fondamentale della nostra vita di persone umane e configura il nostro comportamento e il nostro operare…

Il pensare, il volere, il sentire, lo stesso credere, amare e sperare si esprimono secondo una forma di individualizzazione sessuata. La sessualità si riferisce alla configurazione maschile o femminile della nostra persona   e all’orientamento proprio dell’uomo verso la donna e di questa verso l’uomo.

Avendo chiara questa realtà, si aprono orizzonti meravigliosi di dialogo, di relazionalità, di amore vero. Che cos’è, dunque, la castità? Una forza che permette di amare come persone sessuate. La castità ordina e rende vere le forze della sessualità e dell’amore, mettendole al servizio della relazione, della solidarietà e della comunione.

Essere cristiani esige una padronanza e una canalizzazione costante degli impulsi istintivi e sessuali, reclama l’integrazione degli aspetti genitali ed erotici nell’amore interpersonale e il coronamento di tutto questo dinamismo nella carità.

La castità, di conseguenza, è in riferimento all’integrazione e alla relazione della persona in quanto essere sessuato.

Vivere la castità significa amare in modo ‘ordinato’. E per fare questo occorre educare il cuore, perché amare non è qualcosa di…

–          automatico, che viene da sé col semplice fluire del tempo

–          facile, di spontaneo: deve fare i conti con i nemici dell’amore, come l’egoismo, la ricerca del proprio interesse, lo sfruttamento degli altri, il piacere che rende le persone semplice oggetto. Le conseguenze dell’amore “sbagliato”, non vero (che è l’impurità) sono ben note: lussuria, schiavitù del vizio, miopia, insensibilità e scetticismo di fronte alle cose spirituali; cioè tutto il contrario delle conseguenze della castità: trasparenza e fervore di fronte a tutto ciò che è divino. L’impurità lega, incatena e rende schiavi, è sterile rispetto alle cose buone e fecondissima nei confronti dei vizi.

Amare è generare, “dare vita”, non soltanto “trasmettere la vita”. È  la gratuità che diventa “totalità del dono”.

È quantomeno curioso, se non inquietante, osservare come il nostro mondo così attento a promuovere la crescita intellettuale delle nuove generazioni, così aperto all’investimento di energie sul piano culturale, non si preoccupi a sufficienza nel formare i giovani immersi in un’affettività istintiva e incontrollata, spesso fonte di sofferenza, se non di vera e propria patologia relazionale.

Il mondo degli affetti chiede dunque di essere formato e, per così dire, “raffinato” da un lavoro educativo, non meno lungo e impegnativo di quello richiesto per la formazione delle intelligenze.

–          È educare al dono gratuito, alla capacità di sacrificio e alla riconoscenza: atteggiamenti oggi tanto rari quanti necessari per la nostra convivenza sociale.

–          È educare a puntare in alto e a non bruciare le tappe sprecando esperienze di vita fondamentali per la crescita: in questo senso, l’educazione alla gestione ordinata e finalizzata della propria sessualità e dei propri desideri, liberati dalla prigione individualistica e riconosciuti nella loro natura relazionale e generativa, è una garanzia di formazione di persone autentiche, capaci di coniugare sentimento e volontà, passione e ragione e di dare un senso alle proprie scelte.

–          E’ educare il proprio cuore, tappa fondamentale nel percorso di scoperta della propria vocazione, di risposta ad una chiamata da parte di un Padre a realizzare un disegno personale pensato per ciascuno di noi.

 

Un giovane in grado  di vivere così la sua capacità di amare, un giovane che non ha paura ad essere casto, raggiungerà presto le vette alte della santità! Don Bosco ricorda che «il massimo e più potente custode della purità è il pensiero della presenza di Dio».

 

Preghiamo: chiedo il dono della purezza per i ragazzi che il Signore mi dà di incontrare.

 

Impegno: Passo oggi un tempo più lungo davanti a Gesù eucaristia per rendere puri i miei affetti, sentimenti e le motivazioni del mio impegno

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