Messaggio ai Giovani del MGS di Sicilia

Sr Assunta e Don MarcelloCarissimi Giovani del MGS di Sicilia,  in occasione della festa del nostro padre Don Bosco, desideriamo come delegato e consigliera della pastorale giovanile, invitarvi  ad approfondire la spiritualità di Don Bosco che non può essere scissa dalla missione. Per iniziare la nostra riflessione è bene sgombrare il campo da una precomprensione legata ai termini spiritualità e missione quasi che l’uno sia antitetico all’altro. In realtà, quando parliamo di spiritualità secondo una visione cristiana, intendiamo riferirci a uno stile di vita, un modo di pensare se stessi in relazione a Dio, agli altri e al mondo. Spiritualità è il modo di comprendere la propria vita entro un orizzonte di senso che ci supera e ci trascende. È un “essere” (=spiritualità) che non si contrappone all’ “agire” (=missione), ma che al contrario lo contiene e lo giustifica. Questo, ci pare, può essere l’orizzonte in cui la spiritualità educativa di don Bosco trova la sua migliore collocazione.Gli studiosi del santo, fanno notare come la comprensione nella spiritualità di don Bosco sia un’operazione tutt’altro che semplice. Egli può essere paragonato a un mare profondo, facile da navigare in superficie, ma i cui abissi rimangono celati a chi lo accosta esternamente, lasciandosi abbagliare dall’ imponenza delle opere e non sforzandosi di penetrarne la solida e profonda spiritualità che sola ne giustifica l’origine e lo stile e anche il nostro operare come animatori. In effetti, è solo partendo dal rapporto di don Bosco con Dio che egli può essere compreso perché appartenente a quella rara categoria di uomini e donne il cui agire nella Chiesa e nel mondo dipende totalmente dal loro radicamento nell’eterno, dalla comunione con Dio che dà stabilità e consistenza alla loro vita.Il Dio di don Bosco è anzitutto e soprattutto Padre, ricco di misericordia preveniente e provvidente che mai abbandona i suoi figli. Don Bosco è come dominato dalla certezza di essere amato e guidato dall’azione divina, per questo si sente strumento del Signore per una missione che non è sua, ma viene dall’alto.Don Bosco svelava Dio ai giovani perché Lui era in Dio e coloro che l’accostavano ricevevano i benefici influssi della sua persona tutta raccolta in Dio e contemporaneamente a loro presente con un’attenzione ricca di bontà e di amore.È questo, del resto, quanto la chiesa, nella persona del Santo Padre Francesco, chiede a tutti i cristiani. È questo quanto desidera don Bosco, nostro Padre, Maestro e Amico, all’approssimarsi del bicentenario della sua nascita: che egli, cioè, possa rinascere nel cuore dei suoi figli e figlie, e nella loro vita tutta donata a Dio per la salvezza dei giovani, risplendere per incendiare il mondo.

Un caro saluto a tutti voi da don Marcello e Sr Assunta e ci diamo appuntamento per il Messaggio del Rettor Maggiore a tutti noi giovani del MGS il 31 gennaio

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