V Giorno – La temperanza

V Giorno > 5° diamante: LA TEMPERANZA

“Colla temperanza verranno l’umiltà, la castità e le altre virtù” (d.B, MB XII,355)

Meditazione

È la virtù che modera l’attrattiva dei piaceri, assicura il dominio della volontà sugli istinti e rende capaci di equilibrio nell’uso dei beni creati.

Possiamo dire che la temperanza è la virtù che ci aiuta ad essere ‘sobri’, cioè misurati, regolati e controllati in ogni cosa. Giustamente la ‘parola magica’ per vivere la temperanza è «equilibrio». C’è bisogno di equilibrio nella nostra vita!  E’ temperante colui che non abusa di cibi, di bevande, di alcolici, di piaceri, che non si priva della coscienza per l’uso di stupefacenti, ecc. La persona temperante è  padrona di se stessa:  le passioni non prendono il sopravvento sulla ragione, sulla volontà e anche sul “cuore”.

La temperanza è indispensabile perché l’uomo “sia” pienamente uomo. Al contrario, quando,  trascinato dalle sue passioni, ne diventa “vittima”, rinuncia da se stesso all’uso della ragione.

Un giovane che vuol raggiungere questo equilibrio, deve attivare un serio lavorio su se stesso e una particolare “vigilanza” su tutto il suo comportamento.

«Sonno salubre con uno stomaco ben regolato, al mattino si alza e il suo spirito è libero» (Sir 31,24).

Don Bosco ripeteva che «la temperanza è benedetta dal Signore, e giova all’intelligenza e alla sanità corporale». E ai suoi salesiani diceva: «Datemi un giovane che sia temperante nel mangiare, nel bere e nel dormire, e voi lo vedrete virtuoso, assiduo nei suoi doveri e amante di tutte le virtù».

Preghiamo: per tutti giovani che sono vittime di dipendenze di ogni sorta

Impegno: Mi impegno a praticare qualche “mortificazione” (= dare morte al negativo che c’è in me) e a offrire al Signore le mie piccole “spine” quotidiane, perché la nostra congregazione possa fiorire…

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