VI Giorno L’OBBEDIENZA

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VI Giorno > 6° diamante: L’OBBEDIENZA

“La penitenza che il Signore vuole da te è l’obbedienza” (d.B, MB V,209)

Meditazione

Passiamo ora alla descrizione di quanto si trova sul retro del mantello del personaggio apparso a don Bosco. Questi 5 diamanti rappresentano l’interiorità che ogni giovane deve irrobustire per poter vivere in pienezza la propria fede e giungere così alla vera gioia.

Il filosofo Blaise Pascal ha scritto: «È tanto difficile credere, perché è tanto difficile obbedire».

Ma che cos’è l’obbedienza e perché obbedire? Obbedire significa credere e rispondere all’Amore di Dio; è consegnarsi e affidarsi a Lui, accogliendo la sua Verità. L’uomo credente è l’uomo obbediente, ossia l’uomo che si consegna, che si fida di Dio. Obbedire (dal latino «ob-audire») significa sapere ascoltare e, soprattutto, mettere al centro di ogni nostra decisione il Signore Gesù. Ricordiamo l’apostolo Pietro che, amareggiato per la pesca infruttuosa (Lc, 5, 1-11), ha il coraggio di obbedire a Gesù che gli chiede di gettare le reti e dice: «Sulla tua parola getterò le reti!».  È come dire: «Signore, nella tua parola io confido. È la tua parola che mi dà vita! In te, Signore, getto le reti della mia esistenza!». Dobbiamo dare ascolto a Dio, imparando dai molti testimoni di obbedienza che la Bibbia ci presenta.

L’obbedienza è il termometro della fiducia che noi abbiamo in Dio. Come Gesù, un giovane obbediente deve poter dire con la vita: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà» (Lc 22,42). Fare la volontà di Dio! Ecco un bel commento fatto da alcuni monaci che vivono nelle città: «In virtù dell’obbedienza, imparerai ad amare, a rinunciare a te stesso per fare ciò che piace ai tuoifratelli e a Dio, ad amare il tuo prossimo come te stesso e Dio al di sopra di tutto, ad andare d’accordo con gli altri per agire insieme in comunione di ascolto secondo il piano di Dio. Il Padre attende così la tua libera cooperazione al suo disegno d’amore. I tuoi fratelli aspettano la tua libera partecipazione alla comunione, in questo amore. Più obbedirai, più amerai. Più amerai, più la tua vita obbedirà. Amore e obbedienza si equivalgono. Quindi, se vuoi amare, sii obbediente» (Monaci nelle città. Una regola di vita).

Anche il successore di don Bosco, don Chavez, ha delle parole molto belle che ci aiutano a comprendere la realtà dell’obbedienza e della disponibilità: « Nessuna scuola è migliore di quella di Maria, per lasciarsi introdurre nella contemplazione e nell’accoglienza, nella custodia e nell’annunzio della Parola di Dio. Maria si pone come modello dell’accoglienza della grazia. Nessun credente come Lei è riuscito, infatti, ad ospitarla tanto bene, sì da farla creatura del suo grembo: Maria ci insegna che chi crede alla Parola la fa carne propria, che chi la serve con la vita la fa vita propria, che chi obbedisce a Dio lo converte in suo figlio».

 

Un giovane che ‘ascolta’ e vive la parola di Dio (come la Vergine Maria: «Si compia in me la tua Parola»), arriva ad una ‘qualità alta’ di vita cristiana, la santità. Don Bosco più volte incoraggiava i suoi giovani con queste parole: «Un giovane obbediente si farà santo. Il disobbediente va per una strada che lo condurrà alla perdizione».

 

Preghiamo: per tutti i ragazzi e i giovani in ricerca della propria vocazione

 

Impegno: Vivo con intensità l’eucaristia con il desiderio di ascoltare Gesù e rafforzare la mia disponibilità ad obbedire alla sua Parola

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